Vol. II – 2012

TODOMODO: Abstracts anno 2012 – Vol. II
(a cura di Velania La Mendola)

INDICE / INDEX
EDITORIALE
MARK CHU, Del lavoro fatto e da fare

Introduzione al secondo numero della rivista, in cui si riassumono gli appuntamenti nazionali e internazionali – Palermo, Firenze, Roma, Cork, Charleston (South Carolina), Parigi – susseguiti nell’anno precedente per far conoscere “Todomodo” al pubblico e agli addetti ai lavori, e sviluppare ulteriormente la rete nazionale e internazionale di collaboratori e garantire così una molteplicità di approcci. Non a caso in questo secondo numero emergono elementi – alcuni centrali, altri marginali – dei punti di contatto di Sciascia con altri paesi e culture: in testa, la Francia e la Spagna, ma anche la Svizzera, i paesi anglofoni, l’ex-Jugoslavia, Germania, Danimarca, Brasile e Israele. La ricorrenza nel 2011 del cinquantenario della pubblicazione de “Il giorno della civetta” rappresenta un altro tema portante di questo secondo numero: mezzo secolo di convivenza fra il libro, i suoi lettori, i suoi critici e le istituzioni raccontato da eterogenei punti di vista. Non manca poi la ricchezza di aggiornamento offerta dalle varie rubriche, che si consolidano in questo secondo numero, cogliendo i risultati del vivace dibattito sciasciano in corso.
Pag. XIII-XVII



RASSEGNA / REVIEW ESSAYS. LEONARDO SCIASCIA COLLOQUIA, II. 1961-2011 MEZZO SECOLO CON “IL GIORNO DELLA CIVETTA”
MARK CHU, Introduzione. Mezzo secolo con “Il giorno della civetta” 1961-2011

Nell’introdurre i lavori della seconda edizione dei “Leonardo Sciascia Colloquia”, tenutasi a Palermo nel novembre del 2011, in occasione del cinquantesimo anniversario della pubblicazione del “Giorno della civetta”, questo articolo prende in considerazione l’uso che Sciascia fa del ‘reale’, denunciando il marcio della società e del potere in un ambiente che è Sicilia e Italia, ma anche ambiguamente un paese immaginario. Riflette quindi sulla ricezione di questo romanzo e di altre opere sciasciane come modelli di comportamento etico. 
Pag. 3-8

RENATO ALBIERO, Apertura dei lavori

Un’introduzione al convegno sul “Giorno della civetta” che fa il punto sulle numerose attività dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia: dal sito “Leonardo Sciascia Web”, che tra i vari contenuti offre agli utenti un database bibliografico, alle collane di studi sullo scrittore (“Quaderni Leonardo Sciascia”, “Porte aperte”, “A Futura Memoria”, “Omaggio a Sciascia” e tra le ultime “Sciascia scrittore europeo”), alle varie iniziative, come il “Premio Leonardo Sciascia amateur d’estampes”, fino alla rivista stessa “Todomodo”. A questa rassegna segue una breve introduzione al tema del romanzo, alla mafia come borghesia parassitaria, che non imprende ma sfrutta. 
Pag. 9-12

CLAUDE AMBROISE, Il significante ‘modello’

Ambrosie analizza “Il giorno della civetta” a partire da una dichiarazione in cui Sciascia afferma che il modello del protagonista è Renato Candida. Al di là della verità o meno dell’affermazione, lo studioso parte dal significante ‘modello’ (ciò che sta all’origine di una serie che lo riproduce) e analizza il personaggio in relazione a tre ‘modelli’: quello socio-antropologico, quello politico e il romanzo poliziesco, suggerendo che la creatività di Sciascia sta nella capacità di fonderli per creare un’opera letteraria che li condensi in qualcosa di nuovo. 
Pag. 13-22

PAOLO SQUILLACIOTI, Storia di un’autocensura. La vicenda redazionale de “Il giorno della civetta”

Il saggio documenta la lunga gestazione del romanzo “Il giorno della civetta”, tracciandone gli sviluppi della scrittura attraverso l’analisi della corrispondenza tra Sciascia e i suoi editori (Einaudi e Laterza) e grazie al confronto con parti del romanzo pubblicate prima della edizione definitiva. Squillacioti dimostra anche gli sforzi di Sciascia per rimuovere nel testo i riferimenti a persone reali, un profondo ‘lavoro di cavare’, come scrive l’autore, che tuttavia non riduce l’effetto narrativo del fenomeno mafioso e dei suoi legami con la politica denunciati nel romanzo. 
Pag. 23-36

VALTER VECELLIO, “Il giorno della civetta” tra cronaca e metafora

Sciascia ha sempre respinto il ruolo di esperto di mafia, tuttavia in numerose occasioni ha fatto riferimento alla sua esperienza di crescere e vivere in una città in cui la mafia era una realtà. L’articolo sottolinea la costante denuncia della mafia ad opera di Sciascia nei suoi scritti, precedenti e posteriori al Giorno della civetta, e respinge le accuse mosse all’autore su un sua supposta ambiguità di denuncia nei confronti del fenomeno criminale. Scrive Vecellio: ‘Non era un mafiologo, Sciascia, ma di mafia capiva, vedeva, sapeva’. 
Pag. 37-47

CLAUDE AMBROISE, Brevi riflessioni in margine alla traduzione francese de “Il giorno della civetta”

L’articolo racconta brevemente l’evoluzione della traduzione di Le Jour de la Chouette: dalla prima nel 1962, firmata Juliette Bertrand, alla revisione di Mario Fusco, curatore dell’Opera omnia di Sciascia in francese. Le questioni legate alla traduzione de “Il giorno della civetta” afferiscono a diverse aree, stilistiche, linguistiche, di significato: è un romanzo letterario, ma che sfrutta in alcuni tratti la cifra scrittoria del romanzo poliziesco; è un romanzo scritto in italo-siciliano, in un linguaggio contenente quindi vari regionalismi e parole dialettali, spesso intraducibili; è un romanzo politico italiano che racconta la realtà della mafia in quel contesto, una realtà complessa difficilmente traducibile senza opportuni approfondimenti. 
Pag. 49-52

LEONARDA TRAPASSI, El día de la lechuza: percorsi traduttivi del romanzo

Il saggio fornisce un resoconto delle vicende editoriali spagnole del romanzo “Il giorno della civetta”, nel contesto di una breve storia della ricezione in Spagna delle opere di Sciascia e del loro legame letterario con Manuel Vázquez Montalbán. Fondamentali sono le tre edizioni in castigliano di Domingo Pruna, Esther Benítez e Juan Ramón Azaola (apparse rispettivamente nel 1968, nel 1990 e nel 2008) e l’edizione in lingua catalana del 1989. L’articolo analizza alcuni esempi delle diverse soluzioni proposte dai traduttori e le particolare difficoltà affrontate nella trasposizione linguistica. 
Pag. 53-64

JOSEPH FARRELL, Il sogno e l’incubo: Sciascia e il giallo anglofono

Prendendo avvio dall’introduzione di Leonardo Sciascia al romanzo di Agatha Christie, “L’assassinio di Roger Ackroyd”, l’autore traccia un breve resoconto della fortuna critica di Sciascia nelle terre anglofone; un successo che però non è suffragato dai numeri del mercato editoriale di lingua inglese, imparagonabili a quelli di Francia, Spagna e Germania. L’articolo si concentra poi sui legami dello scrittore con la cultura americana e inglese, pochi ma non inesistenti: Sciascia amava Stevenson, cita nelle sue opere Aldous Huxley, Gilbert Keith Chesterton, George Orwell, Virgina Woolf. L’influenza più evidente però è quella relativa al classico romanzo poliziesco, tipico della Christie e composto da tre elementi: delitto, indagine e indentificazione del colpevole. Secondo l’autore, in Sciascia il terzo elemento manca perché l’esperienza delle condizioni politico-sociali in cui scrive sono nettamente differenti da quelle della collega britannica. 
Pag. 65-75

IVAN PUPO, “Il giorno della civetta” a teatro

Il saggio prende in considerazione due adattamenti teatrali di “Il giorno della civetta”: lo script inedito tratto dal romanzo nel 1963 da Sciascia e Giancarlo Sbragia e il libero adattamento prodotto nel 2003 da Gaetano Aronica. Il saggio si sofferma sul potenziale drammatico del romanzo e mette in evidenza gli accenti verghiani e pirandelliani aggiunti nel lavoro teatrale dall’autore. 
Pag. 77-92

FRANCESCA CAPUTO, Silenzi e dialoghi ne “Il giorno della civetta”

Il saggio pone l’attenzione sulla centralità dell’opposizione tra dialogo e silenzio sia nel romanzo di Sciascia “Il giorno della civetta” che nella sua trasposizione cinematografica del 1968 con la regia di Damiano Damiani. Secondo l’autrice, Sciascia utilizza una fine dialettica fra il dire e il non dire, il tacere, il mistificare, l’alludere: l’interazione verbale, analizzata anche attraverso il ‘controcanto’ di celluloide, offre così l’acutezza dello scrittore nel delineare i personaggi. 
Pag. 93-107

ANGELA BIANCA SAPONARI, La realtà trasfigurata ne “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani

Il contributo inquadra e contestualizza il film “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani, uscito nel 1968, nell’ambito del cinema del regista e nel panorama cinematografico italiano dell’epoca. L’adattamento cinematografico del romanzo non fu accolto bene dalla critica, tuttavia l’autrice sostiene che è ancora possibile vedere in convenzionali scelte cinematografiche del regista una strategia per rendere le questioni morali e politiche sollevate da Sciascia comprensibili e indelebili nella mente dello spettatore. 
Pag. 109-122

VELANIA LA MENDOLA, ‘Un libro che affronta un vivo, tragico problema’. “Il giorno della civetta” nelle carte Einaudi

Attraverso una dettagliata analisi della corrispondenza dell’autore con i rappresentanti della casa editrice Einaudi, il saggio delinea i motivi che portarono Sciascia alla scrittura de “Il giorno della civetta”, la sua risposta alle critiche, compresi i premi letterari vinti e non premiati, e la sua insoddisfazione per la promozione del volume in casa Einaudi. L’autrice ha inoltre esaminato la polemica intercorsa sulla presunta simpatia dell’autore per il personaggio del boss mafioso, Don Mariano Arena, tratteggiando l’accesa discussione tra scrittori sulla validità del genere letterario per la denuncia del fenomeno mafioso, fino al commento di Camilleri su Saviano. Il saggio si conclude con una breve riflessione sulla scelta shakespeareiana del titolo, a partire dalla lettere di Sciascia e dall’analisi del passo dell’Enrico VI. 
Pag. 123-139

MARCO BELPOLITI, Cover story della “Civetta”

Questa nota esamina brevemente l’emblematica illustrazione di copertina di Renato Guttuso posta sulla prima edizione de “Il giorno della civetta” di Sciascia e il rapporto tra l’opera dell’artista e quella dello scrittore. 
Pag. 141-142



IL DONO / THE GIFT

GIORGIO FORATTINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 145

LETTURE / READINGS
MASSIMO MALUCELLI, Interpretare storie: (anche) quelle di Leonardo Sciascia

In questo testo l’attore Massimo Malucelli riflette sul dare voce scenica al lavoro di Sciascia, un processo quasi di traduzione o interpretazione, fino al ‘mistero della generazione’. Il testo introduce la lettura di Malucelli de “Il giorno della civetta”, contenuta nel CD audio che accompagna questo numero della rivista Todomodo. 
Pag. 149-159



STUDI E RICERCHE / STUDIES AND RESEARCH
ALBERTO GELMI, Sollevare la verita` alla superficie: un itinerario sciasciano

Quasi 30 anni si frappongono tra la pubblicazione de “Il giorno della civetta” e “Una storia Semplice”. L’articolo sostiene che le due opere condividono un comune pessimismo, come si può dedurre dal fallimento di entrambe le indagini, e si concentra sul cambiamento di approccio ideologico e formale di Sciascia sul problema centrale della giustizia da un’opera all’altra, anche attraverso l’analisi delle trasposizioni filmiche. Nella conclusione si mette in luce l’intersezione sciasciana con il “Campo del Vasaio” di Andrea Camilleri, un omaggio, secondo l’autore, al Giorno della civetta. 
Pag. 163-180

EUCLIDE LO GIUDICE, In margine a Stendhal e la Sicilia

Il saggio racconta l’esplorazione da parte di Sciascia del mito della Sicilia nell’opera stendhaliana, prendendo avvio dal volume “Stendhal e la Sicilia”, pubblicato dalla Sellerio nel 1983 e qui brevemente analizzato. L’autore si concentra però su un possibile mancato sviluppo, da parte di Sciascia, del contatto con il “De l’Amour” di Stendhal. 
Pag. 181-193

DAVIDE MESSINA, Sciascia e la Sicilia come metafora continuata

Attraverso una serie di accostamenti testuali e critici all’idea della “Sicilia come metafora”, titolo del libro-intervista di Sciascia, e in particolare attraverso la lezione della ‘metafora continuata’ fissata da Quintiliano nella Institutio oratoria, l’autore ridefinisce l’allegoricità della scrittura di Sciascia rispetto alle sue coordinate di scrittore siciliano. 
Pag. 195-214

ALESSIO PIRAS, Oltre la cronaca: “L’affaire Moro” tra storia e letteratura

L’articolo analizza “L’affaire Moro” di Sciascia dal punto di vista letterario, considerandolo un romanzo storico secondo due modelli teorici: quello di Hayden White sulle relazioni discorsive tra storia e letteratura; e quello di Alessandro Manzoni contenuto nel saggio “Del Romanzo Storico”. 
Pag. 215-230



PERSI E RITROVATI / LOST & FOUND
L’ “Ulisse” di Joyce

Recensione di Sciascia alla prima traduzione italiana dell’ “Ulisse” di Joyce pubblicata da Mondadori nel 1960, apparsa su “L’Ora”, 25-26 novembre dello stesso anno. 
Pag. 233-235

DARAGH O’CONNELL, ‘Tizzone d’inferno’: Sciascia on Joyce

L’articolo analizza l’interpretazione dell’“Ulysses” di Joyce da parte di Sciascia nella traduzione del 1960, di cui l’autore scrisse una recensione nello stesso anno. O’Connell sostiene che la lettura di Sciascia di Joyce fu superficiale e di parte, sebbene comune al circolo letterario italiano dell’epoca, basti pensare a Calvino. A questa lettura negativa di Joyce si contrappone però la differente lettura di altri autori siciliani dell’autore irlandese. 
Pag. 237-248

VITTORIO FAGONE, Di Sciascia e dello scrivere per immagini. Conversazione con Francesco Izzo

In un’intervista condotta a Milano nel febbraio 2011, il celebre critico d’arte siciliano, Vittorio Fagone, commenta, attraverso i suoi ricordi personali, il costante interesse di Sciascia, anzi la passione, per le arti figurative, tra cui fotografia e opera grafica. Fagone ripercorre i rapporti di Sciascia con i più importanti artisti contemporanei e delinea il suo atteggiamento verso l’arte in generale e al rapporto tra scrittura e arti figurative in particolare. Infine il critico, che fu un grande amico dello scrittore siciliano, fornisce una testimonianza del rapporto dello scrittore con Parigi e con la Svizzera, e conclude l’intervista con degli approfondimenti sulla difficoltà di promuovere l’arte a Palermo nell’ultimo quarto del XX secolo. 
Pag. 249-265

GIOVANNA LOMBARDO, Sciascia e Nadeau. Di amicizia, agenti letterari e passioni mai spente

Attraverso un’analisi della corrispondenza recentemente ritrovata tra Sciascia e lo scrittore francese, saggista ed editore, Maurice Nadeau, l’articolo ricostruisce il loro, a volte teso, rapporto professionale, caratterizzato anche da una certa amicizia. Lo scopo di questo studio non è quello di approfondire mere questioni private per arricchire i tratti biografici dell’uno o dell’altro, quanto piuttosto capire meglio i l’approccio dell’autore al suo lavoro ei ai suoi libri attraverso le scelte fatte per quanto riguarda la collocazione delle loro traduzioni. 
Pag. 267-276

ALBERTINA FONTANA – FRANCO TARONI, ‘…un’analisi così acuta’

Questo articolo di Franco Taroni, introdotto da Albertina Fontana che ne contestualizza e spiega le origini, è la traduzione italiana di un articolo che apparve per la prima volta il 28 aprile 1974 sul quotidiano svizzero-tedesco “Neue Zürcher Zeitung”, alla vigilia della pubblicazione della traduzione tedesca de “Il contesto”. Rappresenta uno dei primi commenti svizzero-tedeschi all’opera di Sciascia ed è stato riconosciuto dallo stesso autore come un’acuta analisi utile alla comprensione dei suoi libri. In particolare, l’articolo si occupa de “Il contesto” ed esamina il rapporto tra potere, in tutte le sue manifestazioni, e ragione. 
Pag. 277-287



CONTRADDISSE E SI CONTRADDISSE / DISCUSSIONS
LE PORTE DEL DUOMO DI ORVIETO
SALVATORE FERLITA, L’affaire Greco, ossia le porte contestate del Duomo di Orvieto

L’articolo introduce la polemica del 1970, di cui Sciascia fu protagonista, intorno al caso delle porte bronzee del Duomo di Orvieto, realizzate dallo scultore siciliano, Emilio Greco (1913-1995). A ricostruire la vicenda, a partire dall’articolo di Sciascia pubblicato sul Corriere della Sera con il titolo “Le porte contestate”, sono la figlia dell’artista, Antonella Greco, oggi professoressa di storia dell’architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, e il critico d’arte Claudio Gamba, secondo i relativi punti di vista. 
Pag. 291-293

ANTONELLA GRECO, Le Porte in faccia

La disputa sopra le Porte bronzee del Duomo di Orvieto, create dall’artista siciliano Emilio Greco (1913-1995), viene ricostruita dalla figlia dell’artista, professoressa di storia dell’architettura presso l’Università La Sapienza di Roma. Da un lato, l’articolo consiste nell’analisi della polemica contestualizzata attorno al dibattito sull’integrazione dell’arte moderna in monumenti antichi; dall’altro, fornisce il punto di vista personale sulle ostilità affrontate dall’artista in quel periodo, e successivamente, il valore del sostegno pubblico di Sciascia per Greco. 
Pag. 295-302

CLAUDIO GAMBA, Una scelta tecnica

Questo articolo dello storico dell’arte Claudio Gamba espone i dettagli, sia tecnici che storici e filosofici, del dibattito prolungato sulla vicenda dell’inserimento delle porte bronzee dell’artista siciliano Emilio Greco (1913-1995) sulla facciata del Duomo di Orvieto. La vicenda è inquadrata in relazione a questioni estetiche e politiche del momento e l’autore sostiene che l’intervento di Sciascia nella controversia, sfidando le opinioni di molti esperti del settore, non fu fondato su una pretesa di giudizio superiore, ma sull’importanza che l’autore dava al coinvolgimento attivo dei singoli cittadini nel decidere il futuro dei monumenti e dei luoghi che testimoniano la storia e l’identità di un popolo. 
Pag. 303-311



BIBLIOTECA DIGITALE SCIASCIA (BiDiS)
MARK CHU, Il progetto BiDiS: la visione, gli obiettivi, le sfide

L’articolo ripercorre il lavoro pionieristico svolto dall’associazione Amici di Leonardo Sciascia nella creazione di una bibliografia on-line delle opere dello scrittore di Racalmuto e delinea la visione, gli obiettivi e le sfide legate alla corrente collaborazione tra l’Associazione e il Digital Arts and Humanities Doctoral Programme attivo presso l’University College Cork, in Irlanda. 
Pag. 315-318

GIORGIO GUZZETTA, Ripensare Sciascia attraverso il digitale: ipotesi di lavoro per il progetto BiDiS

L’articolo delinea l’ipotesi di un lavoro di dottorato condotto in Irlanda, presso l’University College di Cork, nel settore di ricerca delle Digital Humanities, o Informatica Umanistica, come viene definito in Italia. Lo scopo è quello di creare un esempio di lavoro di un ipertesto, un cosiddetto ‘testo aumentato’, cominciando da “L’Affaire Moro” di Sciascia. Attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali, l’ipertesto non mira a fornire una ‘verità’ definitiva circa il rapimento e l’omicidio del politico democristiano, ma a valorizzare il lavoro già esistente a livello critico fornendo uno strumento che possa servire a raccontare le diverse verità dei diversi momenti (passato, presente, futuro), grazie a un testo aperto al cambiamento. Accoppiato al progetto è il continuo sviluppo di una bibliografia digitale come strumento utile per gli studiosi di Sciascia. 
Pag. 319-327

IVAN PUPO, Quel che resta de “L’Ora”

L’articolo trasmette i risultati di una recente ricerca bibliografica sulla collaborazione di Sciascia con il quotidiano siciliano, “L’Ora”, tra il 1955 e il 1989, colmando le lacune e correggendo la datazione di alcune voci presenti in raccolte di articoli e bibliografie precedenti, a cura di Vittorio Nisticò, Mario Farinella, Valentina Fascia e Antonio Motta. 
Pag. 329-336



ICONOGRAFIA / ICONOGRAPHY
GIOVANNA LOMBARDO, La civetta illustrata. Divagazioni grafico-editoriali intorno alle copertine de “Il giorno della civetta”

Prendendo come punto di partenza l’affermazione di Giovanni Baule, che la copertina di un libro utilizza il proprio linguaggio per prefigurare il contenuto testuale, l’articolo analizza le cover delle diverse edizioni de “Il giorno della civetta” per tracciare i diversi progetti di lettura, da Einaudi ad Adelphi e attraverso un campione di traduzioni in diversi paesi europei e in Israele. L’articolo è accompagnato da diverse immagini delle edizioni citate. 
Pag. 339-345

LAVINIA SPALANCA, L’occhio rivelatore. Iconologia ed ermeneutica dello sguardo in Leonardo Sciascia

Questo saggio indaga, con l’aiuto delle illustrazioni, il significato delle immagini nell’opera di Leonardo Sciascia, e allo stesso modo il suo personale approccio alla realtà, guidato da una vera ermeneutica dello sguardo. L’autrice identifica, in diverse opere dell’autore, una rete intertestuale ricca, caratterizzata dalla circolarità di temi e motivi iconografici, e un atteggiamento pittorico-visivo che rafforza la scrittura di Sciascia. 
Pag. 347-368



RECENSIONI / BOOK REVIEWS
SUSANNA BISI, Sciascia, Savinio e «La scomparsa di Majorana» (Bruno Pischedda)

Pag. 371

ESTELA GONZÁLEZ DE SANDE, Leonardo Sciascia e la cultura spagnola (Jose´ Luis Gotor, Javier Serrano Puche)

Pag. 376

IAN R. MORRISON, Leonardo Sciascia’s French Authors (Mario Fusco)

Pag. 384

IVAN PUPO, In un mare di ritagli e Passioni della ragione e labirinti della memoria (Marcello D’Alessandra, Ricciarda Ricorda)

Pag. 390

PUBBLICAZIONI RICEVUTE E POSTILLATE / PUBLICATIONS RECEIVED WITH SHORT COMMENTS

Pag. 403



ALLEGATO / SUPPLEMENT

CD-AUDIOLIBRO LEONARDO SCIASCIA, Il giorno della civetta
(Massimo Malucelli/Claude Ambroise)